A tu per tu con Franco Manna, fondatore della catena di pizzerie Rossopomodoro: un viaggio nella storia dell’imprenditoria italiana, ma anche una riflessione profonda sul presente e sul futuro del franchising nel food.
Un viaggio nella storia dell’imprenditoria italiana, ma anche una riflessione profonda sul presente e sul futuro del franchising nel food. Abbiamo incontrato Franco Manna, fondatore di Rossopomodoro, il brand che più di ogni altro ha contribuito a portare la pizza napoletana nel mondo trasformandola in un modello imprenditoriale replicabile, senza snaturarne l’identità.
Gli anni ’90: quando “catena” era una parola scomoda
Manna riporta l’orologio indietro agli anni ’90, quando il concetto di catena nella ristorazione italiana era guardato con sospetto. «All’epoca l’idea stessa di organizzare la pizza in modo strutturato sembrava un tradimento», racconta. «La pizza era considerata un fatto individuale, artigianale, quasi intoccabile».
Rossopomodoro nasce in questo contesto culturale, come un atto quasi controcorrente. «Io non volevo industrializzare la pizza», chiarisce Manna, «volevo darle gli strumenti per viaggiare, senza perdere il suo accento napoletano».
Artigianalità e management: una convivenza possibile
Uno dei temi centrali dell’incontro è il rapporto tra artigianalità e organizzazione. «L’artigianalità non è il contrario del management», sottolinea Manna. «Il vero rischio è l’improvvisazione, non la struttura».
Per Rossopomodoro, la standardizzazione non ha mai significato appiattimento. «Abbiamo standardizzato i processi, non l’anima», spiega. «Il prodotto resta vivo, ma deve poggiare su un sistema solido».
Un approccio che, nel tempo, ha permesso al brand di crescere in Italia e all’estero mantenendo riconoscibilità e coerenza.
Franchising come trasferimento di valori
Per la crescita di Rossopomodoro, il franchising è una leva che viene utilizzata insieme alle aperture dirette. Sostiene Manna: «Il franchising non è una scorciatoia per fare cassa, ma uno strumento potentissimo di diffusione culturale».
Secondo il fondatore di Rossopomodoro, il vero nodo è che cosa si trasferisce insieme al format. «Se trasferisci solo numeri e procedure, il progetto si svuota», avverte. «Se invece trasferisci anche valori, competenze e identità, allora il franchising diventa un moltiplicatore di qualità».
Il rapporto con i fondi di private equity
Ampio spazio viene dedicato anche al tema dei fondi di private equity, spesso vissuti con diffidenza nel mondo del food tradizionale, ma che per Rossopomodoro hanno rappresentato una opportunità di espansione. La catena è stata oggetto di diversi passaggi di proprietà tra fondi di private equity, da Quadrivio a Change Capital Partners (2011) e poi a OpCapita (2018). Nel 2025, Spoon Brands ha acquisito una quota del 45% per accelerare lo sviluppo, supportata da advisor finanziari e legali. Manna offre una lettura più matura e allo stesso tempo disincantata: «I fondi non sono buoni o cattivi per definizione, dipende da quanto sei consapevole di chi sei e di cosa vuoi difendere».
Il punto, secondo Manna, è la preparazione dell’imprenditore. «Se non hai una visione chiara, qualcun altro prenderà le decisioni al posto tuo. E spesso non saranno decisioni orientate all’identità, ma solo ai numeri».
La nuova generazione di pizzaioli
Uno dei passaggi più interessanti riguarda l’evoluzione del mestiere del pizzaiolo. «Oggi il pizzaiolo non è più solo un esecutore», spiega Manna. «È un professionista che deve conoscere il prodotto, ma anche il contesto in cui opera». E se è un franchisee deve attenersi al manuale operativo: spesso la tentazione è quella di metterci quel pizzico di creatività tutta italiana che però poco si concilia con l’ingegnerizzazione dei processi che sono alla base della buona crescita – e tenuta – di una rete.
Una lezione che va oltre Rossopomodoro
La puntata di Facile Franchising non è solo il racconto di un brand iconico, ma una vera lezione di storia d’impresa italiana. Una riflessione sul rapporto tra tradizione e modernità, tra mercato e identità.
«Fare impresa significa prendersi cura di qualcosa che va oltre il profitto immediato», conclude Manna. «Il franchising, se fatto bene, può essere uno straordinario strumento di tutela dell’autenticità».





