Il caso NUTS apre un nuovo fronte nel franchising italiano

Un affiliato che denuncia pubblicamente il proprio franchisor attraverso video Instagram sistematici, accusandolo di presunti inadempimenti contrattuali. È il caso analizzato nell’ultima puntata del podcast Facile Franchising, che ha acceso i riflettori su un tema finora poco esplorato nel franchising italiano: dove finisce la libertà di espressione e dove iniziano gli obblighi contrattuali.

A discuterne sono stati EnricoTosco (conduttore del podcast), la giornalista Elena Delfino e l’avvocato Nicola Passerini, esperto di diritto commerciale e franchising, con l’intervento diretto del franchisor Giovanni Basile mentre i legali dell’ex affiliato Carmine Volpe hanno preferito non che il loro assistito non fosse presente e non hanno rilasciato dichiarazioni.

Il caso: accuse sui social e scontro pubblico

Per la prima volta in Italia, un conflitto tra affiliato e franchisor non resta confinato alle aule legali, ma esplode sui social network. Video pubblicati su Instagram, con toni diretti e ripetuti, accusano il franchisor di inadempimenti contrattuali, mettendo in discussione l’operato dell’intera rete.

L’ex affiliato ha lanciato una campagna su gofundme per ripianare i debiti e ripartire con una propria attività, che ha raccolto oltre 25mila euro su un obiettivo di 80mila. A questa campagna su Instagram il franchisor ha risposto sul proprio account con un unico video per difendere l’attività dell’azienda e degli affiliati, raccontando le azioni legali in corso e rimandando alla giustizia del Tribunale.

A oggi esiste una richiesta di CTU avanzata da Carmine Volpe mentre i legali del franchisor stanno lavorando a una querela per diffamazione vs Carmine Volpe. Quindi di fatto non è ancora stata istituita nessuna causa, ma le due parti sono in una fase preliminare.«Non siamo più di fronte a una singola recensione negativa, ma a una strategia comunicativa strutturata», osserva Tosco. «È un cambio di paradigma nel modo in cui i conflitti di franchising vengono portati nello spazio pubblico».

Libertà di espressione o violazione contrattuale?

Il nodo centrale riguarda il confine tra diritto di critica e obblighi contrattuali. L’avvocato Passerini chiarisce che la libertà di espressione non è assoluta, soprattutto in presenza di un contratto di franchising.

«Il contratto impone obblighi di lealtà, correttezza e tutela del marchio», spiega. «La critica è lecita se veritiera, proporzionata e funzionale alla tutela di un diritto, ma diventa illecita se lesiva dell’immagine del brand o basata su affermazioni non dimostrabili».

Secondo il legale, la pubblicazione seriale di contenuti accusatori può configurare una violazione contrattuale e, in alcuni casi, anche profili di responsabilità civile.

Il ruolo dei social: amplificazione del conflitto

Elena Delfino sottolinea come i social abbiano modificato radicalmente la dinamica dei rapporti franchisor–affiliato.

«Oggi un contenuto pubblicato da un singolo affiliato può danneggiare l’intera rete», osserva. «Il tema non è solo giuridico, ma reputazionale e sistemico».

La visibilità garantita dalle piattaforme digitali trasforma una controversia individuale in un problema collettivo, con effetti potenzialmente irreversibili sull’immagine del marchio.

L’intervento del franchisor Giovanni Basile

Nel corso del podcast interviene direttamente Giovanni Basile, franchisor del brand coinvolto, che respinge le accuse e denuncia il danno subito.

«Il confronto deve avvenire nelle sedi opportune, non attraverso processi mediatici», afferma. «Abbiamo sempre rispettato gli obblighi contrattuali e riteniamo gravissime le accuse mosse pubblicamente senza attendere l’esito delle verifiche legali».Basile evidenzia anche l’impatto sulle altre unità della rete: «Questi comportamenti non colpiscono solo il franchisor, ma tutti gli affiliati che lavorano correttamente sotto lo stesso marchio».

Un precedente per il franchising italiano?

Il caso NUTS rappresenta un precedente significativo per il settore. Mai prima d’ora in Italia si era assistito a una campagna social strutturata contro un franchisor da parte di un affiliato ancora formalmente legato al contratto.«Questo episodio segna un punto di svolta», conclude l’avvocato Passerini. «Obbligherà franchisor e affiliati a ripensare clausole contrattuali, policy social e modalità di gestione del conflitto».

Oltre il singolo caso

Il dibattito aperto dal podcast Reting va oltre la singola vicenda. In un’epoca in cui la comunicazione è immediata e pubblica, il franchising si trova davanti a una nuova sfida: conciliare trasparenza, tutela del brand e diritto di parola.

Una sfida che, dopo il caso NUTS, non potrà più essere ignorata.

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